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	<title>Lisa Berton &#124; Psicologa Psicoterapeuta</title>
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		<title>Convegno: &#8220;Modelli di cura della demenza di Alzheimer&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 10:17:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lisa Berton]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Corsi]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[Convegno]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 18 aprile, presso la Sala consiliare del Comune di Eraclea, la Cooperativa Provinciale Servizi (Treviso) Anni Sereni &#8211; Città di Eraclea organizza il convegno &#8220;Modelli di cura della demenza di Alzheimer&#8221;, rivolto a psicologi, medici, educatori, infermieri, fisioterapisti, logopedisti, assistenti sociali. &#160; Anni Sereni &#8211; Città di Eraclea Via Piave 98, Eraclea Tel. +39]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 18 aprile, presso la Sala consiliare del Comune di Eraclea, la Cooperativa Provinciale Servizi (Treviso) Anni Sereni &#8211; Città di Eraclea organizza il convegno &#8220;Modelli di cura della demenza di Alzheimer&#8221;, rivolto a psicologi, medici, educatori, infermieri, fisioterapisti, logopedisti, assistenti sociali.</p>
<h3 class="box_header animation-slide page_margin_top">Per informazioni e iscrizioni</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Anni Sereni &#8211; Città di Eraclea</strong><br />
Via Piave 98, Eraclea<br />
Tel. +39 0421 232987<br />
<a title="annisereni.eraclea@cps.tv.it" href="mailto:annisereni.eraclea@cps.tv.it">annisereni.eraclea@cps.tv.it</a></p>
<p><strong>Cooperativa Provinciale Servizi SCS</strong><br />
Via Piave 39, Treviso<br />
Tel. +39 0422 422498<br />
<a title="amministrazione@cps.tv.it" href="mailto:amministrazione@cps.tv.it">amministrazione@cps.tv.it</a></p>
<p><strong>Modulo iscrizione<br />
</strong><a title="www.consorziosocialecps.it" href="http://www.consorziosocialecps.it" target="_blank">www.consorziosocialecps.it</a></p>
<p>La partecipazione al Convegno è gratuita.</p>
<p>Scarica <a href="http://www.lisaberton.it/wp-content/uploads/2015/03/Modelli-di-cura-della-demenza-di-Alzheimer.pdf" target="_blank" rel="attachment wp-att-2908">qui</a> la locandina con il programma in formato pdf.</p>
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		<title>Sistemi auto-organizzatori in biologia</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2015 17:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lisa Berton]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Studi]]></category>
		<category><![CDATA[Auto-organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Autopoiesi]]></category>
		<category><![CDATA[Determinismo strutturale]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono in molti ormai a ritenere che le singole scoperte e i vari progressi della scienza non costituiscano fenomeni isolati, ma siano bensì i vari tasselli di un corpus unico all'interno del quale essi trovano posto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono in molti ormai a ritenere che le singole scoperte e i vari progressi della scienza non costituiscano fenomeni isolati, ma siano bensì i vari tasselli di un corpus unico all&#8217;interno del quale essi trovano posto (Prigogine Y., Stengers I., 1981; Cini M., 1994). Nell&#8217;ultimo secolo, pertanto, oltre a rilevare le caratteristiche intrinseche a ciascun componente, molti scienziati e filosofi della scienza hanno operato perché venissero evidenziate anche le proprietà legate all&#8217;insieme, proprietà grazie alle quali tutto il sistema acquista nuovi significati e nuovo senso.</p>
<p>Mutamenti concettuali analoghi a quelli verificatisi in fisica con le strutture dissipative, hanno luogo anche in altre discipline quali la biologia molecolare, settore in cui i ricercatori, di fronte all&#8217;enorme varietà di soluzioni organizzative, regolative ed adattive risultanti dalla dinamica dell&#8217;organismo, si vedono costretti a cambiare il tipo di domande che erano sino ad allora soliti fare nel quadro della ricerca sulla funzionalità dell&#8217;organismo. Non più ricerca delle cause, dei perché, ma analisi delle condizioni generali e della catena di eventi attraverso le quali ciascuna particolare soluzione si è affermata.</p>
<h3 class="box_header animation-slide page_margin_top">L'autopoiesi</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Particolare importanza, anche per le valide trasposizioni concettuali in psicologia, riveste in quest&#8217;ambito il concetto di autopoiesi (Maturana H., Varela F., 1985; Maturana H., Varela F., 1987), modalità organizzativa che caratterizza e specifica l&#8217;essere vivente in quanto tale.</p>
<p>Un sistema si dice &#8216;autopoietico&#8217; quando è in grado di mantenere la propria organizzazione mediante i propri stessi mezzi e di costituirsi come distinto dall&#8217;ambiente circostante mediante la propria stessa dinamica. Un sistema autopoietico è perciò autonomo, ovverosia in grado di stabilire le proprie leggi e le proprie specificità. Dichiarano gli autori:<br />
&#8220;Non stiamo dicendo che gli esseri viventi sono gli unici enti autonomi; certamente non lo sono. Ma è evidente che una delle cose più immediate e tipiche di un essere vivente è la sua autonomia. Secondo noi il modo, il meccanismo, che rende gli esseri viventi dei sistemi autonomi è l&#8217;autopoiesi che li caratterizza come tali&#8221; (Maturana H., Varela F., 1987, p. 57).</p>
<p>Ciò che contraddistingue un organismo come vivente, dunque, non sono né la sua maggiore o minore complessità strutturale, né la sua modalità di riproduzione, bensì la sua auto-organizzazione e la sua capacità di conservarla.</p>
<p>Le unità autopoietiche interagiscono tra loro e con l&#8217;ambiente. Tali interazioni, quando acquisiscono un carattere ricorrente o molto stabile, vengono definite <em>accoppiamenti strutturali</em> (Maturana H., Varela F., <em>op. cit.</em>), in quanto innescano dei mutui cambiamenti nelle strutture delle unità interagenti. L&#8217;accoppiamento strutturale è sempre reciproco: organismo ed ambiente subiscono entrambi trasformazioni in conseguenza dell&#8217;interazione, secondo una modalità <em>circolare</em> di reciproche perturbazioni.</p>
<h3 class="box_header animation-slide page_margin_top">Il determinismo strutturale</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Va osservato che i cambiamenti prodotti dall&#8217;interazione fra essere vivente e ambiente sono sì innescati dall&#8217;agente perturbante, ma sono <em>determinati</em> dalla struttura del sistema perturbato. Ciò significa che al di là della perturbazione, che viene provocata dall&#8217;accoppiamento strutturale, a determinare il tipo di modificazione strutturale sarà la struttura stessa del sistema perturbato, che reagirà in modo specifico in base alle proprie peculiari proprietà. È quello che gli autori chiamano <em>determinismo strutturale</em>.</p>
<p>Si parla di &#8216;determinismo strutturale&#8217; quando una perturbazione dell&#8217;ambiente non contiene in sé la specificazione dei suoi effetti sull&#8217;essere vivente, ma è questo, con la propria struttura, a determinare il suo stesso cambiamento in rapporto alla perturbazione. L&#8217;interazione tra essere vivente ed ambiente &#8220;non è istruttiva perché non determina quali saranno i suoi effetti&#8221; (Maturana H., Varela F., trad. it. 1987, p. 87).</p>
<p>&#8220;Come scienziati possiamo trattare solo con unità <em>strutturalmente determinate</em>. Ci possiamo cioè occupare solamente di sistemi nei quali tutti i cambiamenti sono determinati dalla struttura dei sistemi stessi, qualunque essa sia, e in cui tali cambiamenti strutturali si verificano come risultato della loro stessa dinamica o perché scatenati dalle loro interazioni.&#8221; (Maturana H., Varela F., trad. it. 1987, p. 88).</p>
<p>Vengono individuati e distinti quattro domini, o ambiti, specificati dalla struttura di un&#8217;unità (Ruiz A. B., trad. it. 1996):</p>
<p>1. <span style="text-decoration: underline;">dominio dei cambiamenti di stato:</span> vi si includono tutti quei cambiamenti strutturali che un&#8217;unità è in grado di sopportare senza che la sua organizzazione cambi;</p>
<p>2. <span style="text-decoration: underline;">dominio dei cambiamenti distruttivi:</span> in esso sono inclusi tutti quei cambiamenti strutturali che fanno perdere l&#8217;organizzazione all&#8217;unità;</p>
<p>3. <span style="text-decoration: underline;">dominio delle perturbazioni:</span> in esso vengono inserite le interazioni che innescano cambiamenti di stato;</p>
<p>4. <span style="text-decoration: underline;">dominio delle interazioni distruttive:</span> vi si includono perturbazioni che provocano un cambiamento distruttivo.</p>
<p>Quando una modificazione strutturale è tale da alterare l&#8217;organizzazione, l&#8217;unità autopoietica si degraderà e cesserà di esistere. Obiettivo necessario, quindi, del sistema è mantenere la propria organizzazione apportando delle modifiche strutturali compatibili, in risposta alle sollecitazioni provocate dall&#8217;interazione con l&#8217;ambiente.</p>
<p>In quest&#8217;ottica, secondo gli autori (Maturana H., Varela F., trad. it. 1985), va inserito il concetto di &#8216;adattamento&#8217;, che è visto come forma di compatibilità tra gli organismi e il loro ambiente. Quando tale compatibilità non viene mantenuta, con la conseguente perdita della propria autopoiesi da parte del sistema, questo si disintegra. Ha cioè perso il suo adattamento.</p>
<p>Da questo punto di vista non esistono organismi <em>più</em> adattati di altri, od organismi <em>meno</em> adattati di altri. Ci sono semplicemente organismi <em>adattati</em>, poiché l&#8217;adattamento è un fenomeno che, per garantire la sopravvivenza dell&#8217;organismo nel proprio ambiente, richiede un &#8220;perfetto&#8221; funzionamento in tutti i suoi aspetti.</p>
<hr />
<h3 class="box_header animation-slide page_margin_top">Bibliografia</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Antiseri D. (1987), Thomas S. Kuhn e la struttura delle rivoluzioni scientifiche, Gava G. (a cura di), <em>Un&#8217;introduzione all&#8217;epistemologia contemporanea</em>, Cleup, Padova, pp.<br />
Bateson G. (1976), <em>Verso un’ecologia della mente</em>, Adelphy, Milano.<br />
Bateson G. (1984), <em>Mente e natura</em>, Adelphy, Milano.<br />
Bertalanffy von, L. (1971), <em>Teoria generale dei sistemi – fondamenti, sviluppo, applicazioni</em>, Istituto Editoriale Internazionale, Milano.<br />
Bunge M., Halbwachs F., Kuhn T. S., Piaget J., Rosenfeld L., (traduzione di A. e G. Conte) (1974), <em>Le teorie della causalità</em>, Giulio Einaudi Editore, Torino.<br />
Cini M. (1994), <em>Un paradiso perduto</em>, Feltrinelli, Milano.<br />
Kuhn T. S. (1988), <em>La struttura delle rivoluzioni scientifiche</em>, Einaudi, Torino.<br />
Maturana H., Varela F. (1985), <em>Autopoiesi e cognizione</em>, Marsilio, Venezia.<br />
Maturana H., Varela F. (1987), <em>L&#8217;albero della conoscenza</em>, Garzanti, Milano.<br />
Prigogine Y., Stengers I. (1981), <em>La nuova alleanza</em>, Piccola Biblioteca Einaudi, Torino.<br />
Ruiz A. B. (1996), <em>I contributi di Humberto Maturana alla scienza della complessità e alla psicologia</em>, Journal of Constructivist Psychology, 9:4 (oct. – nov.).<br />
Varela F. (1988), <em>Il circolo creativo: abbozzo di una storia naturale della circolarità</em>, Watzlawick P., La realtà inventata, Feltrinelli, Milano.</p>
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		<title>Causalità, logica e tèlos</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2015 15:35:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lisa Berton]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Studi]]></category>
		<category><![CDATA[Costruttivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Gregory Bateson]]></category>
		<category><![CDATA[Palo Alto]]></category>

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		<description><![CDATA[Studio sulla figura di Gregory Bateson, uno dei massimi esponenti della scuola di Palo Alto, il cui contribuito scientifico ha posto le basi teoriche per il costruttivismo. Inoltre, gli studi da lui condotti insieme a Paul Watzlawick, hanno portato alla formulazione degli assiomi su cui si fondano le teorie sistemico-relazionali e strategiche.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La figura di Gregory Bateson è, a mio avviso, una delle più eclettiche e versatili del &#8216;900. I suoi interessi spaziarono dall&#8217;epistemologia alla matematica, dall&#8217;antropologia alla biologia e alla logica, fornendo spunti per riflessioni che hanno influito in più discipline scientifiche, non per ultima la psicologia. È stato uno dei massimi esponenti della scuola di Palo Alto, ed insieme a Paul Watzlawick ed altri ha contribuito alla formulazione degli assiomi su cui si fondano le teorie sistemico-relazionali e strategiche. Ha inoltre contribuito a porre le basi teoriche per il costruttivismo, mantenendo sempre alta l&#8217;attenzione verso gli aspetti epistemologici della psicologia.</p>
<p>Proprio in virtù dei suoi molteplici interessi, è difficile tracciare un percorso che renda esaustivamente conto della produzione intellettuale di questo pensatore. Ai fini di questo lavoro, mi soffermerò su quanto Bateson ha scritto sulla causalità, lineare e circolare, e sui suoi rapporti con la logica pura.</p>
<p>L&#8217;autore sostiene che, nell&#8217;uso del linguaggio e del senso comuni, quando si parla di sequenze logiche e di sequenze causali si ricorra alle stesse particelle correlative &#8216;se…allora&#8217;. Ma il &#8220;se… allora&#8221; del sillogismo logico è molto diverso dal &#8220;se… allora&#8221; della causalità (Bateson G., trad. it. 1984).</p>
<p>In un calcolatore, che lavora per causa ed effetto secondo una modalità lineare, le sequenze causali vengono usate per simulare la logica. Può accadere l&#8217;inverso? Può, cioè, la logica simulare tutte le sequenze causali? Secondo Bateson ciò non può accadere, poiché, se il modello logico è in grado di descrivere un processo causale lineare, il tentativo di descrivere sequenze causali circolari genera paradossi che la logica pura non può tollerare. Perché?</p>
<p>Innanzi tutto occorre soffermarsi sul problema del tempo: in una sequenza causale lineare la causa precede sempre temporalmente l&#8217;effetto, e quest&#8217;ultimo succede sempre temporalmente la causa. Spesso la logica può essere invertita, l’effetto invece non può precedere la causa né, in una sequenza lineare, l’effetto può agire in alcun modo sulla causa che lo ha determinato. Il presente non può agire retroattivamente sul passato.</p>
<p>I Greci antichi ritengono, tuttavia, che la struttura o la forma generate alla fine di una successione di eventi possano essere considerate in qualche modo come causa del cammino seguito dalla successione. E’ la causa finale, il télos, termine o scopo cui tutta la successione tende. Da qui il termine ‘teleologia’ e la conseguente definizione di ‘errore teleologico’. Nel corso della storia della scienza moderna l’errore teleologico è stato visto come fumo negli occhi dagli scienziati, mentre la causalità lineare è riuscita a soddisfare tutte le esigenze di spiegazione dei fenomeni studiati in fisica e chimica classiche (Cini M., 1994).</p>
<p>Ad un certo punto, i teorici della biologia si scontrano con un problema spinoso: il fenomeno dell’adattamento. Le osservazioni sul campo farebbero inizialmente concludere che un organismo possieda talune strutture per compiere una determinata azione (ad esempio, il granchio possiede le chele per afferrare le cose). Ma, ragionando in questo modo, si incorre nell’errore teleologico, ovvero sia si ritiene che lo scopo di una determinata struttura ne abbia causato la formazione.</p>
<p>Il problema è quello del ragionamento all’indietro: dallo scopo del fenomeno alla causa che lo ha fatto sviluppare. Il ragionamento lineare genera sempre o l’errore teleologico o il mito di una qualche entità regolatrice soprannaturale (G. Bateson, trad. it. 1987).</p>
<p>In un processo causale circolare, invece, un elemento causa una modificazione (l’effetto) su un altro elemento, il quale a sua volta diventa causa dell’effetto sull’elemento che lo segue, e così via, in una sequenza circolare senza soluzione di continuità. Ciò comporta che ad un certo punto l’effetto a catena (è proprio il caso di dirlo) si ripercuota proprio sull’elemento che inizialmente aveva innescato la serie di modificazioni.</p>
<p>In questo caso ciascun elemento è allo stesso tempo causa ed effetto in una circolarità di cui non è possibile tracciare il punto di partenza una volta messo in moto il circuito.</p>
<p>La logica pura si trova impotente di fronte ad un fenomeno che non può descrivere, in quanto priva di temporalità. La logica non è scandita dal tempo. Un processo circolare, da un punto di vista logico, risulta essere paradossale, contraddittorio: un elemento che è causa del suo stesso modificarsi, un circuito in cui lo stabilire un contatto tra le parti determina l’interruzione del contatto stesso. Se P, allora non-P (Bateson G., trad. it. 1984).</p>
<p>Tuttavia, i processi psicologici, di significato ed affettivi, sono più facilmente comprensibili se si abbandona la linearità della logica pura e si abbracciano forme circolari e ricorsive di pensiero e di senso.</p>
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		<title>Piccoli gesti per stare bene in famiglia</title>
		<link>http://www.lisaberton.it/piccoli-gesti-per-stare-bene-in-famiglia/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2015 14:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lisa Berton]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Corsi]]></category>
		<category><![CDATA[Coniugi]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
		<category><![CDATA[Ruoli familiari]]></category>

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		<description><![CDATA[Prossimamente, presso il Comune di Jesolo, si terrà la seconda serata sul tema "Piccoli gesti per stare bene in famiglia - <i>Presentazione di S.O.S. Conflitti: guida alla condivisione dei ruoli</i>".]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Prossimamente, presso il Comune di Jesolo, si terrà la seconda serata sul tema &#8220;Piccoli gesti per stare bene in famiglia &#8211; Presentazione di<em> S.O.S. Conflitti: guida alla condivisione dei ruoli</em>&#8221; realizzata dalle Commissioni pari opportunità di Cavallino-Treporti e di Jesolo, con il contributo della Regione Veneto ai sensi del DDR n. 34 del 12/03/2013.</p>
<p>All’interno della serata la dottoressa Lisa Berton terrà un intervento sull&#8217;evoluzione dei ruoli familiari, in particolare di coniugi e di genitori, e sulle dinamiche intercorrenti tra gli attori principali della famiglia di oggi.</p>
<p><h3 class="box_header animation-slide page_margin_top">Per maggiori informazioni</h3><ul class="simple_list clearfix"><li class="icon_small_arrow right_black clearfix">
			<a title="S.O.S. Conflitti - Guida alla condivisione dei ruoli in famiglia" href="http://www.comune.jesolo.ve.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/5958" target="_blank">S.O.S. Conflitti &#8211; Guida alla condivisione dei ruoli in famiglia</a></li></ul></p>
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		<title>Nuova sede ricevimento</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2015 14:33:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lisa Berton]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Mestre]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova sede]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 1° febbraio la dottoressa Lisa Berton sposta la sede della sua attività a Mestre.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1° febbraio la dottoressa Lisa Berton sposta la sede della sua attività a Mestre: riceverà presso Studio di Psicologia e Psicoterapia in Via Pescheria Vecchia 26 (Piazza Ferretto), mantenendo invariati giorni e orari di ricevimento.</p>
<p><iframe style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m14!1m8!1m3!1d2796.7860190170463!2d12.242756099999998!3d45.49425359999999!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!3m3!1m2!1s0x477eb44041fb9b07%3A0x621bd04dfe25c58e!2sVia+Pescheria+Vecchia%2C+26%2C+30174+Venezia!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1420814362745" width="400" height="300" frameborder="0"></iframe></p>
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